In breve
Installare un dissipatore in un appartamento in condominio è come installare una lavastoviglie o una lavatrice: si collega allo scarico del lavello e alla corrente, e non servono permessi. Quello che conta davvero è che lo scarico funzioni bene, e lo verifichiamo nel sopralluogo.
Si può fare?
Sì. Per il condominio valgono le stesse regole di qualsiasi altra installazione: la norma nazionale, l'art. 107, comma 3, del D.Lgs. 152/2006, consente di scaricare in fognatura gli scarti di cibo ridotti in particelle sottili da un dissipatore, dove la rete è collegata a un depuratore. Per il tuo indirizzo trovi tutto nella pagina «Verifica la tua zona».
Serve il permesso dell'assemblea o dell'amministratore?
No. Usare la colonna di scarico comune per il lavello e gli elettrodomestici è un diritto di ogni condomino: il codice civile consente a ciascun partecipante di servirsi delle parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne lo stesso uso (art. 1102 c.c.). Il dissipatore non cambia né l'una né l'altra cosa: scarica acqua con particelle di cibo di una finezza che InSinkErator dichiara compatibile con gli scarichi.
In quasi cinquant'anni di lavoro non abbiamo mai trovato un regolamento condominiale che vietasse il dissipatore.
Diverso è il caso in cui servano lavori sulla colonna comune stessa, per esempio sostituirne un tratto: lì si passa dall'amministratore, come per qualsiasi intervento sulle parti comuni. Ma non riguarda l'installazione del dissipatore.
La colonna di scarico regge?
È la domanda che ci fanno più spesso, soprattutto nei palazzi con le vecchie colonne in ghisa. La risposta, nella grande maggioranza dei casi, è sì.
Le colonne in ghisa sono lì da quasi un secolo e continuano a funzionare. La superficie interna è più ruvida di quella dei tubi in plastica e non aiuta il flusso, ma ha lavorato per generazioni. Quando una colonna in ghisa si rompe o si crepa, è questione di età, usura e rigidità del materiale, non di cosa ci scorre dentro.
I tratti orizzontali lunghi funzionano, se sono fatti a regola d'arte, anche se è meglio evitarli.
C'è anche un esempio vicino a noi: nei primi anni Settanta il quartiere San Felice, un grande supercondominio tra Segrate, Peschiera Borromeo e Pioltello, dava i dissipatori in dotazione negli appartamenti venduti arredati. E le colonne erano in ghisa.
La regola è una sola: se lo scarico è fatto bene, il dissipatore funziona bene. Se è fatto male, il problema c'è già, con o senza dissipatore.
Cosa verifichiamo nel sopralluogo
Che lo scarico non sia intasato: riempiamo completamente la vasca del lavello e guardiamo come si svuota. Il tempo e il flusso devono essere quelli giusti.
Che lo scarico respiri: se mentre scende l'acqua si sente un risucchio, o se il lavello rigurgita, lo scarico non è ventilato a sufficienza. In quel caso proponiamo una valvola di aerazione, che andrebbe messa comunque, con o senza dissipatore.
Lo spazio sotto il lavello, la presa elettrica e il comando, per scegliere la soluzione giusta.
Quando lo sconsigliamo
Sconsigliamo l'installazione quando lo scarico è fatto male: in condominio, in una villa o in qualsiasi altro edificio. Se lo scarico è lento, se ci raccontate che si intasa spesso, o se ha qualsiasi altro problema, un dissipatore non potrebbe lavorare come deve, e non avrebbe senso aggiungerlo.
In quei casi vi suggeriamo di sistemare prima lo scarico e poi ricontattarci. Oppure lo sistemiamo noi, nello stesso lavoro.
Il rumore e i vicini
Il dissipatore fa il rumore di un normale elettrodomestico, per pochi secondi alla volta. Vale il buon senso che si usa per la lavastoviglie o il frullatore: usarlo in orari ragionevoli, nel rispetto del vicinato.
La parte elettrica
Nella maggior parte delle cucine non serve toccare l'impianto elettrico.
La prima soluzione è il comando pneumatico in dotazione nei modelli EC e SR: un pulsante sul piano o sul lavello. Basta collegare la spina del dissipatore alla presa sotto il lavello: nessuna modifica all'impianto, nessuna dichiarazione.
La seconda è il telecomando, disponibile come accessorio: la spina si collega alla presa tramite l'adattatore telecomandato. Anche qui nessuna modifica e nessuna dichiarazione.
Se sotto il lavello manca la presa, o se si vuole un comando a muro, bisogna modificare l'impianto elettrico: è un lavoro da eseguire a norma e da certificare con la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).
La comunicazione al gestore
Quando forniamo e installiamo noi il dissipatore, la comunicazione al gestore del servizio idrico la facciamo noi. Tutti i dettagli sono nella pagina «Comunicazione al gestore».
Come lavoriamo noi a Milano e provincia
Sopralluogo, per verificare scarico, spazio e alimentazione. Preventivo scritto, con voci separate per l'apparecchio e per l'installazione. Installazione, con la comunicazione al gestore. Pulizia e prova: il lavello riempito, lo scarico controllato, il dissipatore provato davanti a te.