Ambiente

Dissipatore alimentare e ambiente: numeri, storia e cosa succede a Milano

Questa non è una pagina «verde». È una pagina di numeri.

In breve

Quattro numeri, prima di tutto il resto.

Quanta corrente consuma un dissipatore, quanta acqua, dove finiscono gli scarti che mandi nel lavello, e cosa hanno trovato gli studi indipendenti: anche dove il dissipatore non fa meglio della raccolta dell'umido. Ogni numero ha la sua fonte, elencata in fondo.

Partiamo da lontano — gli Stati Uniti degli anni '20 — e arriviamo alla tua cucina, a Milano e provincia.

Corrente
Circa 1,4–1,6 kWh l'anno per persona (Università di Sheffield, 2026). Per una famiglia di tre, poco più di un euro l'anno alla tariffa ARERA di riferimento del 3° trimestre 2026 (stima, dettaglio sotto).
Acqua
Tra i 3 e i 4 litri al giorno per persona (studio di Sheffield e scheda del distributore).
Impatto complessivo
Lo studio più recente (Università di Sheffield, 2026) trova il dissipatore migliore della raccolta dell'umido su 14 indicatori ambientali su 18, e sfavorevole su 4, fra cui il cambiamento climatico.
A Milano
L'umido è già raccolto bene. Il dissipatore non lo sostituisce: lo affianca.

Prima di tutto

Sprecare meno viene prima di tutto il resto.

In Italia ognuno di noi butta in media circa mezzo chilo di cibo a settimana: 554 grammi (Waste Watcher, «Il caso Italia 2026»). Nessun elettrodomestico risolve questo problema: si risolve comprando e conservando meglio.

Resta però una parte di scarti che nessuno può evitare: bucce, torsoli, fondi di caffè, gusci d'uovo, ossa. Questa pagina parla di loro. Racconta dove possono andare e cosa cambia se passano dal lavello invece che dal bidone.

Fonte: Osservatorio Waste Watcher International, «Il caso Italia 2026», 3 febbraio 2026.

Storia e mondo

Un'idea del 1927, e le città che l'hanno prima vietata e poi riammessa.

Un'idea del 1927 nata in una cantina del Wisconsin

Il dissipatore lo inventa nel 1927 John W. Hammes, un architetto di Racine, nel Wisconsin, lavorando nel suo laboratorio in cantina. Il brevetto arriva nel 1935. Nel 1938 nasce l'azienda che lo produce, InSinkErator: il primo anno ne escono 52 esemplari.

Prima vietato, poi riammesso: la storia delle città

Negli anni '30 e '40 molte città americane vietano di mandare avanzi di cibo in fognatura: il timore è che le condotte si intasino e i depuratori vadano in sovraccarico. Poi, città dopo città, i divieti vengono ritirati sulla base di prove raccolte sul campo.

Negli Stati Uniti, secondo l'American Housing Survey, le case con dissipatore passano da circa il 40% (1985) a circa il 50% (2007).

  • Jasper, Indiana (1947). Dopo un'epidemia legata ai rifiuti alimentari dati ai maiali, il sindaco promuove un dissipatore in ogni casa. Entro il 1950 aderiscono 800 case su 1.200.
  • New York (1997). La città revoca il divieto dopo uno studio comunale durato 21 mesi.
  • Philadelphia. Un progetto pilota del 2012-13 ha coinvolto 175 abitazioni: nei rifiuti delle famiglie coinvolte gli scarti alimentari sono calati in media del 35%. Dal 2016 il dissipatore è obbligatorio nelle nuove costruzioni residenziali (Waste360, 13 gennaio 2016).

Il caso più studiato: Surahammar, Svezia

A Surahammar, in Svezia, metà delle case ha usato il dissipatore per 15 anni. Lo studio pubblicato nel 2010 su Water and Environment Journal non ha trovato effetti significativi su fognature e depuratore, con una sola differenza misurabile: il depuratore ha prodotto il 46% di biogas in più.

Il motivo: gli scarti di cibo che arrivano al depuratore possono finire nei digestori, dove i batteri li trasformano in biogas. Lo scrive anche il manuale di riferimento per chi progetta depuratori (Metcalf & Eddy, Wastewater Engineering, 5ª edizione, 2014): gli impianti che vogliono produrre energia potrebbero incoraggiare i dissipatori.

Nel mondo le scelte non sono tutte uguali. Negli Stati Uniti l'agenzia per l'ambiente (EPA), nella sua scala del 2023, mette lo scarico degli scarti alimentari in fognatura fra le opzioni meno preferite. In Svezia, dal 2024, il dissipatore collegato direttamente alla fogna non vale più come raccolta separata dell'umido (resta ammesso se collegato a un serbatoio). Il motivo è sempre lo stesso: il risultato dipende da com'è fatta la rete fognaria e da come lavora il depuratore. È anche il motivo per cui la legge italiana lega l'uso del dissipatore a una verifica del gestore, zona per zona.

Fonti: U.S. EPA, Wasted Food Scale (2023); Stockholm Vatten och Avfall, regole per le «avfallskvarn» (dal 1° gennaio 2024).

Lo studio più recente

Università di Sheffield, 2026: 18 indicatori a confronto.

Il confronto più completo oggi disponibile è uno studio dell'Universita di Sheffield pubblicato nel maggio 2026 sull'International Journal of Life Cycle Assessment. Mette a confronto, sull'intero ciclo di vita, il dissipatore e la raccolta dell'umido porta a porta, su 18 indicatori ambientali. I dati di produzione degli apparecchi sono stati forniti dal produttore; l'analisi è degli autori.

Dove il dissipatore fa meglio (14 indicatori su 18)

Per esempio particolato, ozono, ecotossicità. Pesano soprattutto i camion della raccolta e i sacchetti, che col dissipatore non servono per quella quota di scarti.

Dove fa peggio (4 indicatori su 18)

I quattro indicatori sfavorevoli al dissipatore, secondo lo studio.
IndicatoreEsito per il dissipatore
Cambiamento climaticosfavorevole al dissipatore
Acidificazionepeggiore
Tossicità cancerogenapeggiore (legata ai materiali di produzione)
Consumo d'acquapeggiore

Sul cambiamento climatico il risultato dipende dal depuratore che riceve gli scarti e cambia da impianto a impianto; gli autori si aspettano un miglioramento man mano che i depuratori riducono le perdite. È il motivo per cui non usiamo il clima come argomento di vendita: vedi la nota sulle fonti, in fondo alla pagina.

Gli autori citano anche vantaggi che non hanno misurato: meno rumore e traffico di camion, niente odori da stoccaggio in casa, meno roditori, nessun bidone in più. E indicano il dissipatore come particolarmente adatto ai condomini ad alta densità.

Consumi

Corrente e acqua: i numeri.

Corrente
Lo studio di Sheffield calcola, per trattare 100 kg di scarti alimentari (circa quanto produce una persona in un anno nel Regno Unito), 1,37 kWh con i modelli base e 1,62 kWh con il modello avanzato. La scheda tecnica del distributore italiano indica un consumo di circa 3–4 kWh l'anno e motori da 375 a 450 W. I due dati sono dello stesso ordine di grandezza.
Quanto costa
Alla tariffa di riferimento ARERA per il cliente vulnerabile in Maggior Tutela dal 1° luglio 2026 — 31,63 centesimi per kWh, tasse incluse — il consumo di una persona vale meno di 50 centesimi l'anno; per una famiglia di tre, poco più di un euro l'anno (1,30–1,54 €). È una stima: la tua tariffa può essere diversa.
Acqua: tra i 3 e i 4 litri al giorno per persona
Lo studio di Sheffield calcola 1.299 litri ogni 100 kg di scarti, cioè circa 3,6 litri al giorno per persona; la scheda del distributore indica meno di 3 litri. Il consumo reale dipende da quanto cibo tratti e da quanta acqua lasci scorrere.
Quanto pesa sulla casa
Nella casa tipo britannica, lo studio stima un aumento di circa lo 0,2% dei consumi elettrici e del 2% di quelli d'acqua.

Italia, oggi

Cosa dice la legge, dove va l'umido, cosa dice la ricerca.

Cosa dice la legge italiana

L'articolo 107, comma 3, del D.lgs. 152/2006, nel testo modificato nel 2008, dice così: «Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura, ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti dell'alimentazione trattati con apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili, previo accertamento dell'esistenza di un sistema di depurazione da parte dell'ente gestore del servizio idrico integrato, che assicura adeguata informazione al pubblico anche in merito alla planimetria delle zone servite da tali sistemi. L'installazione delle apparecchiature è comunicata da parte del rivenditore al gestore del servizio idrico, che ne controlla la diffusione sul territorio».

Per noi, quando installiamo, significa due cose concrete: prima di installare verifichiamo la zona e lo scarico, e dopo l'installazione la comunicazione al gestore la facciamo noi. Per gli acquisti con spedizione la comunicazione è a carico dell'acquirente.

Perché in rete si legge ancora «è vietato»

Perché prima del 2008 lo era, e molte pagine non sono mai state aggiornate. In più, alcuni regolamenti comunali o condominiali possono prevedere regole proprie.

Per questo verifichiamo il tuo indirizzo: la regola che conta è quella del tuo gestore e del tuo edificio, non quella che si trova in un forum.

Dove va l'umido in Italia

L'organico è la frazione più raccolta della differenziata italiana: il 37,4% del totale (ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2025, dati 2024).

Viene recuperato soprattutto negli impianti integrati anaerobico/aerobico (58,5%), poi con il compostaggio (34%) e con la sola digestione anaerobica (7,5%).

Il sistema italiano dell'umido funziona. Il dissipatore non lo sostituisce: è un'alternativa comoda per una parte degli scarti, dove la legge lo consente.

Cosa dice la ricerca italiana

Uno studio del 2019 di due ricercatori italiani — Franco Cecchi (Università di Verona) e Cristina Cavinato (Università Ca' Foscari di Venezia), pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health — ha analizzato il dissipatore come via di smaltimento finale degli scarti alimentari. Le loro conclusioni: meno inquinamento legato al trasporto dei rifiuti, costi di gestione più bassi e un maggiore recupero di energia quando il depuratore dispone di digestione anaerobica.

Fra il 2010 e il 2011 c'è stata anche una sperimentazione italiana sul campo, a Chieri (Torino), con l'Università di Verona, il Politecnico di Torino e SMAT. I risultati non li citiamo finché non abbiamo in mano la pubblicazione.

Comuni che incentivano

Alcuni comuni italiani riconoscono uno sconto sulla tassa rifiuti a chi installa un dissipatore. Un esempio: Portoferraio (Isola d'Elba) prevede una riduzione del 30% della quota variabile della TARI per le abitazioni dotate di dissipatore, previa verifica.

Nell'area milanese non ci risultano riduzioni TARI di questo tipo alla data di questa pagina.

Cosa dice la normativa italiana

Milano e provincia

Milano differenzia già bene. Il dissipatore non la sostituisce.

Milano è una delle grandi città con la raccolta differenziata più alta: 63,0% nel 2025 (dato provvisorio AMSA). Solo di organico, nel 2025 la città ha raccolto 139.552 tonnellate: circa 102 kg per abitante, contando anche ristoranti e attività.

Qui l'umido è già raccolto e trattato. Per questo, a Milano e provincia, il dissipatore non va raccontato come alternativa alla raccolta: è un complemento, pensato per la cucina di casa.

  • Meno sacchetti di umido sotto il lavello, perché gli scarti di cibo che il dissipatore può trattare vanno direttamente nello scarico.
  • Meno odori in casa tra un ritiro e l'altro.
  • La raccolta continua: quello che il dissipatore non tratta — e tutti gli altri rifiuti — si differenzia come sempre.

Le due strade di una buccia

Fino al lavello il percorso è lo stesso. Da lì in poi cambia la strada, non il fatto che la buccia venga trattata.

Dal bidone

  1. Bidone dell'umido
  2. Raccolta porta a porta
  3. Impianto di trattamento

Dal lavello

  1. Lavello con dissipatore
  2. Fognatura
  3. Depuratore del tuo Comune

Quale depuratore riceva i tuoi scarichi dipende dal comune: te lo dice il selettore qui sotto.

Chi gestisce acqua e depuratori

Milano città: MM S.p.A.

Il sistema di depurazione milanese si articola in tre impianti — Nosedo, San Rocco e l'impianto consortile di Peschiera Borromeo — e serve in totale circa 2,5 milioni di abitanti equivalenti.

Comuni della città metropolitana: Gruppo CAP

Fuori dal capoluogo il servizio idrico integrato è del Gruppo CAP, che gestisce anche la gran parte dei depuratori. Quale impianto riceva i tuoi scarichi dipende dalla zona: te lo dice il selettore qui sotto.

Ambiente

Verifica la tua zona

Scegli o scrivi il comune: ti diciamo chi gestisce il servizio idrico e a quale depuratore arrivano gli scarichi. Non è un sì o un no sulla fattibilità — quella si accerta sull'indirizzo, prima di installare.

Sono i 133 comuni della Città metropolitana di Milano: Milano è servita da MM S.p.A., gli altri comuni dal Gruppo CAP.

Fonti: schede impianti del Gruppo CAP, pagine pubbliche di MM S.p.A. e Ufficio d'Ambito della Città metropolitana. Dati aggiornati al 19 settembre 2026.

Milano e provincia

Cosa succede agli scarti, una volta arrivati al depuratore

Dipende dall'impianto, e lo diciamo senza generalizzare.

Nosedo (Milano)
MM ha annunciato nel 2026 una sezione di digestione anaerobica, prevista nei prossimi anni, per produrre biogas dai fanghi e recuperare energia. Oggi quindi, a Nosedo, gli scarti non diventano ancora biogas.
Bresso–Niguarda (Gruppo CAP)
Il depuratore, che serve Bresso, Paderno Dugnano, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino e Cormano, ha una linea di digestione anaerobica dei fanghi e ricava biometano immesso nella rete del gas.
Il tuo comune
Dove il depuratore ha la digestione anaerobica, gli scarti possono contribuire alla produzione di biogas — e l'effetto misurato a Surahammar. Dove non ce l'ha, vengono comunque depurati con il resto delle acque di scarico.

Una storia che qui c'è già: San Felice di Segrate, primi anni Settanta

A San Felice di Segrate, già nei primi anni Settanta, le case vendute arredate avevano un dissipatore InSinkErator di serie. Il Sig. Puddu ci abita e lo usa da allora.

Un caso particolare. Il Sig. Puddu è un utente particolarmente attento: usa il dissipatore come indicato e ne ha cura. L'ultimo che gli abbiamo installato, nel 2009, è ancora in funzione.

È il suo caso, legato al suo modo di usarlo e di averne cura: non una promessa sulla durata del prodotto.

Cosa facciamo noi

Verifichiamo prima
Prima di installare verifichiamo la zona e lo scarico, insieme alle verifiche tecniche del sottolavello.
Installiamo
Da idraulici, dal 1977.
Comunichiamo l'installazione al gestore
Come chiede la legge. Non devi fare nulla: ce ne occupiamo noi.

Trasparenza

Cosa non ti diremo (e perché).

Che il dissipatore è «green» o «a impatto zero»
Nessun apparecchio lo è. Ti diamo numeri, con la fonte.
Che è una scelta «per il clima»
Gli studi sulle emissioni danno risultati diversi a seconda del depuratore. Nello studio di Sheffield (2026) il dissipatore risulta sfavorevole su 4 indicatori su 18, fra cui il cambiamento climatico.
Che «salva le discariche»
In Lombardia l'umido raccolto non finisce in discarica, e a Milano è già raccolto e trattato.
Che al tuo depuratore diventerà sicuramente biogas
Dipende dall'impianto: te lo diciamo indirizzo per indirizzo.
Che a Milano hai diritto a uno sconto TARI
Oggi non ci risulta.
Quanti anni durerà
La durata dipende da uso e manutenzione; una promessa non sarebbe seria.

Dal 27 settembre 2026 le dichiarazioni ambientali generiche nella pubblicità sono vietate dalla legge. Questa pagina è scritta per rispettare quella regola, una riga alla volta.

La storia, anno per anno

Dal brevetto del 1935 allo studio del 2026.

  1. 1927

    John W. Hammes, architetto di Racine (Wisconsin), inventa il dissipatore nel suo laboratorio in cantina

    InSinkErator, timeline aziendale

  2. 1935

    Viene concesso il brevetto USA

    InSinkErator, timeline aziendale

  3. 1938

    Nasce l'azienda produttrice: 52 esemplari nel primo anno

    InSinkErator, timeline aziendale

  4. anni '30–'40

    Molte città USA vietano gli scarti di cibo in fognatura; i divieti verranno poi ritirati

  5. 1947–1950

    Jasper (Indiana): dopo un'epidemia, un dissipatore in ogni casa; 800 case su 1.200 aderiscono entro il 1950

    InSinkErator, timeline aziendale

  6. Primi anni Settanta

    Storia locale

    San Felice di Segrate: case vendute arredate con dissipatore InSinkErator di serie

    Testimonianza del Sig. Puddu e LantierImpianti

  7. 1985 → 2007

    Case USA con dissipatore: da circa 40% a circa 50%

    American Housing Survey (U.S. Census Bureau)

  8. 1997

    New York revoca il divieto dopo uno studio comunale di 21 mesi

    NYC Local Law 1997/071

  9. 2010

    Surahammar (Svezia): 15 anni con metà delle case dotate di dissipatore; nessun effetto significativo su fogne e depuratore, +46% di biogas

    Evans et al., Water and Environment Journal

  10. 2010–2011

    Chieri (Torino): sperimentazione con Università di Verona, Politecnico di Torino e SMAT

    Progetto sul campo; risultati non ancora citati

  11. 2012–2013

    Philadelphia, pilota su 175 abitazioni: −35% di scarti alimentari nel bidone

    Waste360, 13 gennaio 2016

  12. 2014

    Metcalf & Eddy, Wastewater Engineering (5ª ed.): i depuratori orientati al recupero di energia potrebbero incoraggiare i dissipatori

    Manuale tecnico

  13. 2016

    Philadelphia rende obbligatorio il dissipatore nelle nuove costruzioni residenziali

    Città di Philadelphia

  14. 2019

    Cecchi & Cavinato (Verona, Venezia): studio italiano sui dissipatori come via di smaltimento finale

    IJERPH 16(16):2860

  15. 2023

    EPA (USA): nella scala del 2023 lo scarico degli scarti in fognatura è fra le opzioni meno preferite

    U.S. EPA, Wasted Food Scale

  16. 2024

    Svezia: il dissipatore collegato direttamente alla fogna non vale più come raccolta separata dell'umido

    Stockholm Vatten och Avfall

  17. 2026

    Università di Sheffield: migliore della raccolta dell'umido su 14 indicatori su 18, sfavorevole su 4

    Int. J. Life Cycle Assessment 31, art. 95

Fonti

Ogni numero, la sua fonte.

Dove il dato è nostro — un rapporto, una divisione — lo scriviamo: «calcolo nostro».

Numero o affermazioneFonteTipo
554 g di cibo buttati a settimana per persona, in ItaliaOsservatorio Waste Watcher International, «Il caso Italia 2026», 3 febbraio 2026Pubblica (osservatorio)
1,37 / 1,62 kWh ogni 100 kg; 1.299 L ogni 100 kg; +0,2% elettricità, +2% acqua (casa UK)Ali, Atanasovska, Nichols, Speight, Koh — Int. J. Life Cycle Assessment 31, art. 95 (2026) (si apre in una nuova scheda)Indipendente (dati di produzione dal produttore)
14 indicatori su 18 migliori, 4 sfavorevoli (fra cui il cambiamento climatico); condomini ad alta densitàCome sopra (2026)Indipendente
«Tra i 3 e i 4 litri al giorno per persona»Intervallo tra lo studio di Sheffield (1.299 L / 365 ≈ 3,6 L, calcolo nostro) e la scheda del distributore (< 3 L)Derivato
3–4 kWh l'anno; 375–450 W; < 3 L al giorno per personaScheda prodotti del distributore italianoProduttore/distributore
31,63 c€/kWh tasse incluse, dal 1° luglio 2026ARERA, aggiornamento Maggior Tutela III trimestre 2026 (si apre in una nuova scheda)Pubblica
Costi in euro l'anno (meno di 0,50 a persona; 1,30–1,54 per tre persone)Calcolo nostro: consumi dello studio di Sheffield × tariffa ARERADerivato
1927, 1935, 1938 (52 pezzi); Jasper 1947–1950InSinkErator, timeline aziendale (si apre in una nuova scheda)Produttore
Case USA con dissipatore da ~40% a ~50% (1985–2007)American Housing Survey (U.S. Census Bureau)Pubblica
New York, revoca del divieto dopo uno studio di 21 mesi (1997)NYC Local Law 1997/071Normativa
Surahammar: 15 anni, metà delle case, +46% di biogas (2010)Evans et al., Water and Environment JournalIndipendente
Philadelphia: 175 abitazioni, −35% di scarti alimentari nel bidone (2012-13); obbligo nelle nuove costruzioni (2016)Waste360, 13 gennaio 2016; Città di PhiladelphiaGiornalistica / Normativa
EPA: lo scarico degli scarti in fognatura fra le opzioni meno preferite (2023)U.S. EPA, Wasted Food Scale (si apre in una nuova scheda)Pubblica
Svezia: dal 2024 il dissipatore collegato direttamente alla fogna non vale come raccolta separataStockholm Vatten och Avfall, regole per le «avfallskvarn»Pubblica (gestore)
I depuratori orientati al recupero di energia potrebbero incoraggiare i dissipatoriMetcalf & Eddy, Wastewater Engineering, 5ª ed. (2014)Indipendente (manuale)
Testo del divieto in fognatura e dell'eccezione per i dissipatori; accertamento del gestore; comunicazione del rivenditoreArt. 107, comma 3, D.lgs. 152/2006, testo vigente (Gazzetta Ufficiale / Normattiva)Normativa
Studio italiano: meno trasporto, costi più bassi, recupero energeticoCecchi & Cavinato, IJERPH 16(16):2860 (2019) (si apre in una nuova scheda)Indipendente
Chieri (TO), 2010-2011: sperimentazione con Università di Verona, Politecnico di Torino e SMATProgetto sul campo; pubblicazione non ancora acquisita, risultati non citatiDa acquisire
Organico 37,4% della differenziata; recupero 58,5% impianti integrati, 34% compostaggio, 7,5% sola digestione anaerobica (dati 2024)ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2025Pubblica
Portoferraio: −30% della quota variabile TARIComune di Portoferraio, sportello TARIPubblica
Milano: raccolta differenziata 63,0% (2025, provvisorio); organico 139.552 tAMSA, dati della raccolta differenziata (si apre in una nuova scheda)Pubblica (gestore rifiuti)
~102 kg di organico per abitante (utenze non domestiche incluse)Calcolo nostro: dati AMSA 2025 su residenti al 1° gennaio 2025 (Città metropolitana di Milano, dati ISTAT)Derivato
Depurazione di Milano: tre poli (Nosedo, San Rocco, Peschiera Borromeo), ~2,5 milioni di abitanti equivalentiRegolamento del servizio idrico integrato della Città di Milano (MM), 2024Pubblica (gestore)
Nosedo: digestione anaerobica prevista «nei prossimi anni»MM S.p.A., notizia del 23 giugno 2026 (si apre in una nuova scheda)Pubblica (gestore)
Bresso–Niguarda: digestione anaerobica, biometano in rete, comuni servitiGruppo CAP, incontro pubblico del 12 novembre 2024Pubblica (gestore)
Gestore e depuratore per comune (selettore «Verifica la tua zona»)Schede impianti Gruppo CAP, pagine pubbliche MM S.p.A., Ufficio d'Ambito della Città metropolitanaPubblica (gestori)
San Felice di Segrate, primi anni Settanta; installazione del 2009 ancora in funzioneTestimonianza del Sig. Puddu ed esperienza diretta LantierImpiantiTestimonianza
Divieto delle asserzioni ambientali generiche dal 27 settembre 2026D.lgs. 20 febbraio 2026 n. 30 (Dir. UE 2024/825)Normativa

Ogni dato di questa pagina riporta fonte e anno. Non presentiamo il dissipatore come una scelta «per il clima»: gli studi sulle emissioni danno risultati diversi a seconda del depuratore (Università di Sheffield, 2026). Lo presentiamo per quello che è: un modo comodo e igienico di gestire gli scarti di cucina, dove la legge lo consente.

Pagina di LantierImpianti. Non è una pagina ufficiale InSinkErator.

Dati aggiornati al 19 settembre 2026.

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Ti diciamo quale gestore serve la tua zona e quale depuratore riceve i tuoi scarichi. Poi, se hai deciso, installiamo e comunichiamo noi l'installazione al gestore.